La città raccontata dai bambini. A Palermo, la scuola adotta un monumento

By maggio 17, 2017Compagni di strada

Oggi spostiamo il focus delle nostre storie molto più a Sud di Milano: continuiamo a parlare di territorio e di nuovi modi per dargli voce e raccontarlo… ma lo facciamo parlando di Palermo. Sentieri_Metropolitani – d’altra parte – è qualcosa che vuole guardare al di là della sfera (ristretta) dei vari campanilismi. Tant’è, che la nostra espansione – epidemica! – ci ha portati anche in altre città italiane ed europee. Ecco perché, nel corso del mio ultimo viaggio a Palermo – a fine marzo – sono incappata in un incontro che mi ha decisamente fatto rizzare le antenne.

Quando sono andata (per l’ennesima) volta al palazzo della Zisa, mi sono infatti trovata davanti qualcosa che proprio non mi aspettavo: all’ingresso, ad accogliermi, c’erano dei bambini con dei costumi orientali. “Possiamo raccontarle la storia di questo luogo?” mi hanno chiesto, gentili. E così è iniziato un viaggio. Bellissimo. Chiara, Gabriele e Samuele mi hanno raccontato la Zisa da capo, attenti, appassionati… tre macchine da guerra. Grazie a loro, ho scoperto come un luogo che già si conosce si può ‘ri-conoscere’.

Una volta riemersa dai meandri del palazzo, ho chiesto lumi a una delle loro maestre: Giuliana. “In questi giorni, i bambini li troverà un po’ dappertutto: fanno da guide ai turisti nella maggior parte dei monumenti di Palermo.” , mi ha spiegato. E’ così, grazie  a Giuliana, che ho saputo dell’esistenza diPanormus: la scuola adotta la città“, un’iniziativa che da 23 anni a questa parte coinvolge i bambini nel racconto (e nell’appropriazione identitaria) della storia cittadina. Le quinte elementari di Palermo, adottano – nel vero senso del termine – un monumento e lo studiano durante l’arco dell’anno. Poi lo raccontano ai turisti.

Risalendo alle origini del progetto, ho saputo che l’idea è nata in realtà a Napoli, su impulso della Fondazione Napoli Novantanove: un’istituzione privata nata con lo scopo di promuovere la valorizzazione del patrimonio artistico partenopeo. L’idea, negli anni, ha preso piede e quello che poteva essere un mero orizzonte campanilistico, ha finito per ampliarsi, allargandosi a macchia d’olio all’intera penisola. Oggi, infatti, sono diverse le regioni che partecipano all’iniziativa.

A Palermo, tuttavia (opinione personale!) il progetto originario ha acquisito una marcia in più. L’idea è stata infatti recepita dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino dall’Assessore alla Pubblica Istruzione Alessandra Siragusa e dal sindaco Leoluca Orlando, che hanno mostrato come un’iniziativa sia declinabile anche in termini di coscienza politica e sociale.

Da quel giorno, il progetto si è sviluppato e ha investito il territorio di nuove energie, nuove narrazioni e nuove chiavi di lettura. La lotta alla mafia, d’altra parte, parte proprio da qui: dai bambini e dall’appropriazione identitaria del luogo in cui si vive.

Martina Fragale